Il presente articolo richiama il quadro generale presentato con lo scritto TRE OSSERVAZIONI SUL MR e il conseguente elaborato sula PRIMA OSSERVAZIONE. Alla evenutale obiezione di chi dovesse eccepire che l'articolo è impropriamente allocato nella sezione "Politica e Attualità" rispondo preventivamente argomentando che quesi argomenti sono molto più politici ed attuali di quelli del flusso apparente ed esteriore della vita, che riempie i giornali e, con lo stesso clamore che li accompagna nel giorno del loro rullare, con la stessa velocità si apprestano all'oblio.  Giungendo alla valutazione intermedia di questo pensiero, rilevo con interesse e con piacere la nuova attenzione che il Presidente del MR sta rivolgendo a strumenti di elaborazione come Grande Oriente Democratico e Democrazia Radical Popolare (vedi redazionale). Soprattutto al primo di questi strumenti si rivolgono le considerazioni che rendono politica ed attuale la scelta di un rinnovamento interno alla Massoneria, che osservo dall'esterno, e agli altri Ordini Esoterici entro i quali orientato mi muovo e prendo parola.

SECONDA OSSERVAZIONE

L'inganno si comprenderà meglio passando al punto intermedio di queste precisazioni: la molla dell'egoismo, lo strumento sul quale i poteri dell'establishment confidano per debellare ogni istanza di emancipazionesociale.

Manifesti Rosacroce, attualissimi, spiegano perfettamente che il mondo preferisce la menzogna alla verità, il verosimile al vero e che questa non è una condizione casuale ma causale ed ontologica. Non c'è rimedio, c'è solo l'eccezione. Il mondo non vuole la libertà, il mondo è il mondo ed è fatto per il dominio. Chi vuole cambiare queste regole finisce sotto il dominio della Gevurah ed è destinato a soccombere.

La libertà è un'eccezione che va forgiata spiritualmente nel fuoco, e questo si può fare solo in segreto, condividendo con pochissimi le pratiche e i metodi che, del resto, funzionano solo se il cuore di chi li applica è debitamente purificato.

Anche per questo in M.: si dice che la politica deve rimanere fuori dal Tempio: ma si dovrà anche prendere atto di come tutta la storia della M.: si risolva nella contraddizione di questo principio e nell'uso strumentale di queste pratiche e di questi riti per ottenere prestigio e vantaggi personali, gruppi di adepti da coordinare e spremere economicamente. La letteratura è piena di riferimenti a casi specifici e ben noti a testimonianza di questo scempio in cui ottimi principi facilmente si corrompono in pessime pratiche di affabulazione e seduzione per fini personali.

Il punto è che il compito che si presume di svolgere è supersensibile; proprio per questo i limiti della natura umana rischiano di renderlo inattingibile e inaccessibile per via dell'occlusione dei sensi, smarriti in giudizi parziali, frettolosi della brama di ottenere risultati tangibili, estenuati dal dubbio e dalle forze corrosive della bile, condannando chi vi cede all'oblio delle aspirazioni superiori.

In ogni caso, le idee generate dall'opera di Gioele Magaldi - come si dimostrerà al compimento di queste tre osservazioni e passando ad una definizione più completa sul piano della dottrina politica - sono talmente rilevanti per la nostra epoca da trascendere la dimensione soggettiva, da pretendere una configurazione sistemica ed endemica, capace di penetrare e innervare i centri vitali e intellettualmente più fecondi della società.

Ma, chi sono io per giudicare?

Chiudo questo punto mettendo da parte l'ego, l'immagine allo specchio ed ogni alter ego e lasciando qui l'idea, nuda.

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