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Comunicato stampa Movimento Roosevelt - Gioele Magaldi: dietro alla scomparsa di Federico Caffè la stessa mano che uccise Olof Palme e Tomas Sankara

Deep State: il presidente del Movimento Roosevelt annuncia clamorose rivelazioni – nel convegno in programma a Milano il 3 maggio – sulla misteriosa sparizione dell'insigne economista keynesiano, nel 1987, collegata agli omicidi del premier svedese e del leader rivoluzionario africano

"C'è un filo rosso che collega la sparizione di Federico Caffè agli omicidi di Olof Palme e Thomas Sankara". In web-streaming su YouTube il 15 aprile con Fabio Frabetti di "Border Nights", con queste parole Gioele Magaldi annuncia clamorose rivelazioni su uno dei misteri irrisolti della storia italiana: la scomparsa dell'insigne economista keynesiano Caffè, maestro di tanti protagonisti dell'economia di oggi, a partire da Mario Draghi, presidente della BCE. Il professor Caffè scomparve senza lasciare traccia dalla sua abitazione di Roma il 15 aprile 1987. Un anno prima, a Stoccolma, era stato assassinato (da un killer tuttora ignoto) il premier svedese Olof Palme, carismatico leader della socialdemocrazia nord-europea, fermato a un passo dall'essere eletto segretario generale dell'Onu. Un anno dopo – il 15 ottobre 1987, a pochi mesi dalla sparizione di Caffè – fu ucciso Sankara, presidente rivoluzionario del Burkina Faso, dopo aver denunciato il ricatto del debito estero con il quale viene soffocata la sovranità dell'Africa (da cui l'esodo dei migranti, che tuttora l'Europa sta vivendo).

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La Via della Seta. Ma la Cina è (troppo) vicina?

 

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La Via della Seta.

Ma la Cina è (troppo) vicina?

 

         Recentemente si parla molto della Cina, della sua influenza, dei rapporti commerciali e dei pericoli connessi, alla luce soprattutto degli ultimi accordi sottoscritti a Roma durante la visita del presidente Xi Jinping. Di seguito non si vuole tanto approfondire la validità e convenienza o meno e la cornice giuridica dei singoli accordi, se non quelli più importanti e caratterizzanti, quanto definirli in un quadro più ampio e in una prospettiva geopolitica e storica.

         La via della seta non è un’invenzione moderna, ma ha più di duemila anni di storia. I rapporti commerciali e diplomatici con l’Europa e con l’Italia in particolare risalgono fin dai tempi della Repubblica Romana.

         Resoconti sul mondo romano si hanno già nel primo secolo dove c’è una descrizione indiretta di Da Quin (Roma). Il senato romano si lamentava della continua ricerca delle costosissime stoffe di seta da parte dei benestanti che provocavano così un pericoloso squilibrio della bilancia dei pagamenti, tanto per definirla in termini moderni. Il commercio comunque era bidirezionale, poiché l’ambasciatore Gang Yin definisce Roma come l’origine di meravigliosi oggetti che arrivavano in Cina. Non poteva essere diversamente tra due potenze che detenevano il PIL più alto dell’antichità. Ed i commerci erano favoriti, condizione da tenere in massimo conto anche riferendosi al presente, da una relativa stabilità politica delle terre tra i due imperi. Gli abitanti vengono descritti come simili ai Cinesi per aspetto, da questo il nome Da Qin, cioè la grande Qin. Curiosamente ancora oggi i Cinesi considerano gli Italiani come i Cinesi d’Europa. Viene anche descritta un’ambasceria romana giunta in Cina probabilmente durante il periodo di Marco Aurelio. Le due civiltà non s’incontrarono mai direttamente, vista l’enormità delle distanze in gioco, anche se mancarono il contatto di poche decine di chilometri ai tempi dell’imperatore Traiano. Sembra inoltre che mercenari romani, probabilmente ex prigionieri dei Parti o degli Unni, si installarono e fondarono un villaggio in Cina. Su questa ipotesi lo scrittore Valerio Massimo Manfredi scrisse un romanzo a sfondo storico. Probabilmente, se i due imperi fossero riusciti a collaborare stabilmente, a incrementare i loro commerci, la storia sarebbe stata molto diversa, poiché avrebbero avuto tutto l’interesse a stipulare una reciproca alleanza contro le popolazioni nomadi che li minacciavano entrambi, come minacciavano i loro commerci.

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Assemblea Generale del Movimento Roosevelt Sabato 18 Maggio e Domenica 19 Maggio 2019 a Roma

Assemblea Generale del Movimento Roosevelt sabato 18 maggio e domenica 19 maggio 2019 a Roma.
All’Ordine dei lavori: elezioni del nuovo Presidente MR e di altre cariche; modifica straordinaria dello Statuto, ecc.

 

 Venerdì 3 maggio 2019 a Milano, si svolgerà l’importante kermesse rooseveltiana indicata in 
https://www.movimentoroosevelt.com/news/per-dipartimento/redazione/prima-locandina-ufficiale-evento-3-maggio-2019-mr-nel-segno-di-palme-rosselli-e-sankara-e-contro-la-crisi-globale-della-democrazia.html

https://www.movimentoroosevelt.com/news/per-dipartimento/redazione/nel-segno-di-palme-rosselli-e-sankara-e-contro-la-crisi-globale-della-democrazia-prima-locandina-della-seconda-tappa-3-maggio-2019-a-milano-dopo-il-30-marzo-a-londra-della-rivoluzione-rooseveltiana.html

Sabato 18 maggio, a Roma, dalle ore 9 alle ore 20 (e la mattina di domenica 19 maggio, sino alle 13), avrà invece svolgimento una fondamentale Assemblea Generale del Movimento Roosevelt.

Appuntamento a partire dalle ore 9 presso l’Istituto Sant’Orsola, sito in Via Livorno 50/a, zona Piazza Bologna.

All’Ordine dei Lavori di questa Assemblea, che sarà ulteriormente specificato nei prossimi giorni, ci sono, in effetti, alcune questioni di grande rilevanza.

  • Elezione del nuovo Presidente del Movimento Roosevelt, essendo ormai scaduto il primo mandato presidenziale.
  • Revisione straordinaria dello Statuto, per renderlo idoneo a dotare il MR dello status sia di “onlus” che di “associazione riconosciuta” con personalità giuridica propria.
  • Elezione anche di altri organi di controllo in seno al MR, attualmente vacanti.
  • Varie, che saranno meglio articolate e illustrate con ulteriori comunicati.

Tutti coloro che volessero proporre la propria candidatura alla carica di Presidente del Movimento Roosevelt, potranno farlo scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e, una volta candidati ufficiali, potranno illustrare alla comunità rooseveltiana il proprio programma elettorale mediante articoli, video e interviste che saranno rilanciati dagli organi mediatici MR.

E’ possibile presentare la propria candidatura da oggi sino alla mattina stessa di sabato 18 maggio, entro le ore 9:15, facendolo direttamente all’inizio dei lavori assembleari e illustrando anche in extremis i termini programmatici della propria candidatura.

Il Presidente uscente, Gioele Magaldi, ha proprio in queste ore sciolto le sue riserve e ha deciso di ricandidarsi.

Nell’ambito della sua ri-candidatura, stimolato e coadiuvato in ciò da diversi dirigenti e soci rooseveltiani, Magaldi proporrà un testo modificato dello Statuto da approvare o respingere in toto in via extra-ordinaria.

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Comunicato Stampa Movimento Roosevelt - Draghi senatore a vita e poi a Palazzo Chigi, come Monti? Magaldi: va processato, per i danni che ha causato all'Italia

Il presidente del Movimento Roosevelt contro l'uomo della Bce: l'inventore del "pilota automatico" è uno dei più funesti artefici dell'attuale post-democrazia. Ha svenduto l'Italia dal ministero del Tesoro e poi ha anche sfasciato Mps. Vederlo premier sarebbe un regalo: verrebbe allo scoperto il vero volto orwelliano del potere tecnocratico che ha affossato la nostra economia, esasperando l'Europa fino all'attuale situazione pre-rivoluzionaria

Viene presentato come il santo protettore dell'Italia? "Mettetelo a Palazzo Chigi, e poi vedrete di che pasta è fatto: dovrà andare in giro non con una, ma con cinque scorte". Così Gioele Magaldi fotografa Mario Draghi, che qualcuno pensa possa essere nominato senatore a vita, così come accadde a Monti prima che Napolitano gli affidasse il governo del paese. Alla Bce, Draghi è in scadenza: potrebbe eventualmente gradire la nomina di senatore a vita più che altro come viatico per un obiettivo più ambizioso, cioè la futura ascesa alla presidenza della Repubblica. Lo sostiene il leader del Movimento Roosevelt, in diretta web-streaming l'8 aprile con Fabio Frabetti di "Border Nights". Comunque, aggiunge Magadi, se mai dovesse fare il premier "sarebbe un regalo, per noi che combattiamo contro ciò che Mario Draghi rappresenta". Speculare l'esperienza di Monti, che nel 2011 era osannato dai media, quando dalle pagine del Corriere della Sera "dispensava saggi consigli, ma non aveva mostrato come li avrebbe messi in pratica". Duro l'impatto con la realtà: "Averlo visto governare ci ha liberato per sempre dall'idea che Monti sia un uomo saggio e soprattutto preoccupato del bene collettivo degli italiani". Non pensate che con Draghi sarebbe diverso, chiarisce Magaldi.

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Comunicato Stampa Movimento Roosevelt - Magaldi: Di Maio cialtrone, viltà imperdonabile la genuflessione alla Merkel. Il governo del cambiamento ha fallito, è inutile votare alle prossime europee.

Il presidente del Movimento Roosevelt condanna il cedimento del leader 5 Stelle verso la Cancelliera: sconfessa l'esperienza gialloverde e dimostra che è stata soltanto un bluff.

"Viltà inaudita e imperdonabile, consegnare il M5S a questo esito: l'incredibile "genuflessione" alla Merkel fa di Luigi Di Maio un cialtroncello; da ex monello, ora è diventato allievo modello. Spero venga defenestrato dal movimento, che ha bisogno di una nuova classe dirigente". Durissimo, Gioele Magaldi, sul vicepremier e leader pentastellato, reo di aver elogiato in modo smaccato Angela Merkel in vista delle europee, anche per distinguersi da Salvini, alleato della francese Marine Le Pen e dell'ungherese Viktor Orban. "Almeno a parole, la Lega mantiene ancora un atteggiamento meno arrendevole verso Bruxelles", ammette il presidente del Movimento Roosevelt. "Però – aggiunge – ha anch'essa ceduto rovinosamente sul deficit, rinunciando alla linea di Paolo Savona". In più, la Lega insiste nel "baloccarsi con i sovranismi farlocchi come quello di Orban, che strizza l'occhio ai Popolari Europei". Quanto alla Le Pen, è "condannata a consegnare la Francia a qualsiasi avversario, da Hollande a Macron".

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Nel segno di Palme, Rosselli e Sankara e contro la crisi globale della democrazia: prima Locandina della seconda tappa (3 maggio 2019 a Milano, dopo il 30 marzo a Londra) della Rivoluzione rooseveltiana

Sul concetto di “Rivoluzione rooseveltiana” e sulla necessità e urgenza di attuarla a diversi livelli politico-culturali e sociali, rinviamo all’ascolto di

https://www.youtube.com/watch?v=Ewif7jg4w7E

Cosi, dopo la felice polifonia di voci autenticamente democratiche realizzata nel corso dell’evento di sabato 30 marzo a Londra, su cui si veda

Grande evento europeo organizzato il 30 marzo a Londra dal Movimento Roosevelt

e si gustino anche questi primi materiali registrati e scritti relativi ai contributi dei partecipanti all’importante kermesse:

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Quale scuola per l'Europa che verrà? Intervento al convegno di Londra "Un New Deal rooseveltiano per l'Italia e per l'Europa"

img Scuola spese istruzione 700e2Ci sarebbero tanti aspetti del nuovo corso dell'Europa che mi piacerebbe trattare con voi, ma alla fine, come capita spesso (deformazione professionale!) ho deciso di parlare di scuola. Non solo e non tanto perché insegno da oltre tre decenni e perché riesco ancora ad appassionarmi quando ne parlo, ma soprattutto perché in Italia se ne parla ancora troppo poco e in modo poco incisivo. Alla nostra classe dirigente i problemi della scuola tradizionalmente non stanno a cuore. Altrimenti non l'avrebbero devastata con tagli dissennati e farebbero qualcosa per ascoltare i suoi bisogni. E anche questo è un segnale che bisogna cambiare mentalità e cominciare a guardare al futuro.

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Le elezioni in Turchia e Ucraina

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In questi giorni si sono svolte due elezioni potenzialmente foriere di molti cambiamenti nello scacchiere europeo: le elezioni amministrative turche e il primo turno di quelle ucraine. Erdogan ha perso il controllo delle più importanti città, compresa la sua Istanbul, Ankara, ma anche Izmir e Antalya, in generale quasi tutta la parte occidentale e quella costiera della Turchia, quella economicamente e culturalmente più avanzata. Molte città in mano al suo partito sono passate all'opposizione, anche se l'AKP rimane il primo partito, grazie al voto delle zone agricole e interne più povere ed arretrate. Soprattutto contro Erdogan ha votato il 62% del PIL turco, cioè la parte più economicamente rilevante del paese, colpita dalle politiche economiche erdoganiane che mirano a tagliare proprio il potere di acquisto e di spesa della classe media in favore di politiche economiche di stampo islamista (vedasi sul blog di MR https://blog.movimentoroosevelt.com/home/1993-la-nuova-guerra-di-troia-per-l-energia.html per approfondimenti).Un risultato degno di nota e che fa ben sperare sulla tenuta democratica e civile di una larga

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Comunicato Stampa Movimento Roosevelt - Cabras a "Un New Deal rooseveltiano per l'Italia e l'Europa". Il deep state esiste

Cabras (M5S): dalla Lega ci divide quasi tutto, ma ci unisce la lotta contro il "Deep State" che cerca di sabotare il governo Conte.
Magaldi (MR): ci sarebbe anche un "Deep State" progressista se i gialloverdi fossero meno ipocriti verso i massoni
Vivace scambio a Londra al forum sul "New Deal europeo" disegnato dal Movimento Roosevelt: il deputato pentastellato accusa lo "Stato profondo" (da Bruxelles al Qurinale) di frenare la battaglia dell'esecutivo per porre fine al paradigma dell'austerity. Magaldi: mi offro di aiutare il governo mobilitando il "Deep State" progressista, se i gialloverdi abbandonano la loro ipocrisia anti-massonica

Lega e Movimento 5 Stelle divisi su tutto, ma uniti nella lotta contro lo "Stato profondo". E' il Deep State che, da Bruxelles al Quirinale, sta frenando il governo gialloverde nello sforzo di uscire dal paradigma dell'austerity, rovinoso per l'economia italiana. Lo afferma Pino Cabras, deputato pentastellato presente il 30 marzo a Londra al convegno "Un New Deal Rooseveltiano per l'Italia e l'Europa", promosso dal Movimento Roosevelt con economisti come Nino Galloni, Ilaria Bifarini, Guido Grossi e Danilo Broggi. Da Cabras, un'accusa pesante: "Al ministero delle finanze sono pronti da mesi i decreti attuativi (un miliardo e mezzo di euro) per risarcire i risparmiatori truffati dalle banche, con la complicità dei governi precedenti". Eppure, quelle carte non vengono firmate: a remare contro, dice Cabras, è il potere-ombra. Denunciare i funzionari che fanno da tappo? "L'abbiamo già fatto, ma i media mainstream li difendono, accusando noi di essere degli "sfasciacarrozze"".

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Gioele Magaldi a "Un New Deal rooseveltiano per l'Italia e l'Europa" – Londra 30 marzo 2019

img Gioele Magaldi ebc83Gioele Magaldi parteciperà a "Un New Deal rooseveltiano per l'Italia e l'Europa", l'evento promosso dal Movimento Roosevelt UK che si svolgerà a Londra il prossimo 30 marzo 2019.

Politologo e filosofo, di formazione insieme storica e socio-antropologica: Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt, è un lucido analista delle trasformazioni strutturali indotte nella società europea e occidentale dal fenomeno della globalizzazione. Una voce particolarmente scomoda, la sua, da quando – a fine 2014 – ha dato alle stampe il dirompente saggio "Massoni", pubblicato da Chiarelettere (sottotitolo: "Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-Lodges"). Retroscena: i destini dell'umanità "progettati" da 36 Ur-Lodges, superlogge massoniche sovranazionali, da cui dipendono le principali strutture "paramassoniche" (dal Wto alla Bce, dal Fmi alla Banca Mondiale) che orchestrano la geopolitica, condizionando direttamente i governi. Forte la denuncia espressa alla televisione italiana dopo l'avvento di Mario Monti a Palazzo Chigi a fine 2011: Magaldi ha svelato l'identità "supermassonica" di molti esponenti dell'establishment, dallo stesso Monti all'allora presidente Napolitano, fino a Mario Draghi.
Massone dal 1998 e già "maestro venerabile" della loggia romana Monte Sion (Grande Oriente d'Italia), Magaldi è entrato a sua volta nel circuito massonico delle Ur-Lodges venendo iniziato alla progressista Thomas Paine, per poi mettersi "in sonno" nel 2014. Si definisce "un intellettuale e politico social-liberale, progressista e radicalmente democratico, a vocazione cosmopolitica". Esperto di tradizioni esoteriche e di cultura rinascimentale, ha rivestito (e riveste) incarichi apicali in diverse organizzazioni di natura imprenditoriale, culturale, massonica e politica. Nei primi anni 2000 ha operato come imprenditore e manager nel campo dell'editoria e dell'information technology, per poi concentrarsi soprattutto sull'impegno socio-culturale: dalla guida dell'associazione "Pericle Aur" (promozione dei valori libertari e diritti delle donne, in un orizzonte laico e pluralista delle istituzioni repubblicane) alla creazione dell'associazione "L'ultima lama", nata come ponte tra l'erudizione accademica e i filoni di ricerca indipendente (antropologia, storia della filosofia e della cultura esoterica occidentale).
Nel 2010, Magaldi ha fondato il network "Grande Oriente Democratico", "cinghia di trasmissione "liquida e trasversale" per la rigenerazione internazionale della libera muratoria del terzo millennio". Il God è stato sviluppato d'intesa con svariate Ur-Lodges progressiste. "Mi è stato anche richiesto di ripristinare un alto standard di formazione spirituale esoterica – spiega Magaldi – visto l'attuale stato di decadenza delle strutture formative massoniche". Lo stesso Magaldi è oggi a capo del Reu (Rito Europeo Universale), oltre che del movimento politico d'opinione "Democrazia Radical Popolare". Un impegno crescente, che il 21 marzo 2015 a Perugia ha condotto alla fondazione del meta-partitico Movimento Roosevelt. Missione: ripristinare la democrazia sostanziale e promuovere la giustizia sociale, nel rispetto dei valori sanciti nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani approvata all'Onu nel 1948. Magaldi è al lavoro per creare il "Master Roosevelt in Scienze della Polis", alta scuola di formazione politologica e civile, nonché l'emittente "Radio Roosevelt". Forte anche l'impegno nel cantiere di lavoro del "Partito che serve all'Italia": di segno keynesiano (Magaldi lo definisce "rivoluzionario") il nuovo soggetto politico sarà fondato a Roma il 14 luglio 2019.t.

Egidio Rangone a "Un New Deal rooseveltiano per l'Italia e l'Europa" – Londra 30 marzo 2019

img Egidio Rangone cd8a8Egidio Rangone parteciperà a "Un New Deal rooseveltiano per l'Italia e l'Europa", l'evento promosso dal Movimento Roosevelt UK che si svolgerà a Londra il prossimo 30 marzo 2019.

Alessandrino di nascita, Rangone è un docente universitario e specialista nella cooperazione per lo sviluppo dell'Est Europa, nominato da Bruxelles corrispondente del Bre (Bureau de Rapprochement des Entreprises) già nel 1995. Dottore commercialista, revisore contabile e consulente tecnico giudiziario, si è laureato a Pavia con una tesi sulla dinamica economica, per poi affinare gli studi sull'economia d'impresa all'Istituto Bancario San Paolo di Torino e all'Ipsoa di Milano. Rangone ha lavorato nelle Ferrovie dello Stato e all'Ufficio Provinciale del Lavoro e della Massima Occupazione di Alessandria, occupandosi anche di vertenze sindacali. Consulente fiscale, societario, finanziario, contabile e del lavoro, è stato visiting professor (economia e politica dello sviluppo) all'università di Alba Iulia, nonché professore associato fino al 2001 all'università di Oradea, sempre in Romania. Membro onorario del board professorale della Libera Università Dimitrie Cantemir di Bucarest (management commerciale e turistico), ha insegnato economia anche all'università statale di Stara Zagora (Bulgaria). Presente dal 2008 al 2014 nel collegio docenti della facoltà di scienze manageriali all'Università Gabriele D'Annunzio di Pescara-Chieti (economia e statistica), nel 2013 è stato insignito con una laurea honoris causa dall'Università Lutsk (Ucraina). È inoltre vicepresidente dell'Istituto Italo-Romeno "Carlo Maria Cipolla" per lo studio dell'economia e del management, promosso dalle università di Pavia e Oradea. E' stato inoltre collaboratore di Unimpresa Romania, associazione imprenditoriale patrocinata anche da Unicredit. L'esperienza all'estero ha permesso a Egidio Rangone – autore di svariati saggi in materia economica – di contribuire allo sviluppo dell'Est Europa mediante finanziamenti internazionali. Infine, dallo scorso ottobre Rangone è direttore del Dipartimento per l'Economia, le Finanze e lo Sviluppo economico del Movimento Roosevelt.

Comunicato stampa Movimento Roosevelt - Nino Laudani con i 5 Stelle alle europee, pieno appoggio dal Movimento Roosevelt

Appello per sostenere la candidatura di Laudani, socio fondatore del MR, registrandosi il 29 marzo sulla piattaforma Rousseu: un'altra voce "rooseveltiana" tra i pentastellati

Il Movimento Roosevelt appoggia l'avventura elettorale del medico nutrizionista Nino Laudani, oggi impegnato a Roma sul piano sociale dopo una lunga carriera negli Usa: socio fondatore del MR, di cui è direttore del Dipartimento Salute, Antonino Laudani è fra i candidati che sarà possibile votare, venerdì 29 marzo (dalle ore 10.00 alle ore 22.00) registrandosi alla piattaforma Rousseau, in modo che sia candidato alle prossime elezioni europee. Il profilo di Laudani si trova alla pagina 3 delle 17 pagine dedicate ai candidati.

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Fabio Zoffi a "Un New Deal rooseveltiano per l'Italia e l'Europa" – Londra 30 marzo 2019

img Fabio Zoffi 6d221Fabio Zoffi parteciperà a "Un New Deal rooseveltiano per l'Italia e l'Europa", l'evento promosso dal Movimento Roosevelt UK che si svolgerà a Londra il prossimo 30 marzo 2019.

"Quando penso al futuro dei miei figli, mi chiedo: che mondo erediteranno? Senza radicale cambiamento di traiettoria, entro 30 anni potremmo essere "governati" da macchine e robot e senza lavoro per miliardi di persone, con pochi uomini straricchi proprietari di mega-corporation". Così Fabio Zoffi, intervistato da "Forbes" alcuni mesi fa. Imprenditore di successo nel mondo delle tecnologie digitali, di origine veneziana (laureato a Ca' Foscari), Zoffi vive da un quarto di secolo a Monaco di Baviera: è tedesco d'adozione, con doppio passaporto. Sul "Giornale" ha fatto notizia svelando che la Germania non è trasparente nei conti pubblici: il debito pubblico reale di Berlino è il triplo di quello ufficialmente dichiarato. Zoffi approdò in Germania per conto di Edizione Holding, "cassaforte" della famiglia Benetton, che vide in quel ventiquattrenne il talento del manager di prima linea. Dopo essersi messo in proprio nel 2000, prima come venture capitalist e poi come imprenditore, dal 2013 Zoffi è presidente di ORS GROUP, società informatica di origine italiana che da più di vent'anni ottimizza le catene del valore grazie all'intelligenza artificiale: dalla produzione ai servizi, dall'energia al marketing e altro ancora. Tra i clienti di Ors, marchi blasonati come Luxottica, Vodafone, Pirelli, Hera, Bnl, Rothschild e persino il ministero della difesa.
A Roddi, in provincia di Cuneo – tra le colline delle Langhe – Zoffi sta lanciando un innovativo "acceleratore d'imprenditorialità", una sorta di Silicon Valley italiana, con oltre 100 informatici e matematici alle prese con il nuovo "alfabeto digitale: ABC – Artificial Intelligence + Blockchain + Cryptomonete", da mettere a disposizione a milioni, miliardi di piccoli e piccolissimi imprenditori al fine di porli in condizione di competere alla pari con i big del mercato globale. "La mia visione? Poter offrire tecnologie digitali – spiega Zoffi – affinché le piccole imprese possano essere efficienti e competitive come le Amazon, presenti e future" e conseguentemente decentralizzare le catene del valore, trasformando il capitalismo dal basso verso l'alto, rendendolo più equilibrato e "leggero": un butterfly capitalism, capitalismo farfalla come evoluzione dell'attuale turbocapitalismo-bruco che divora e distrugge risorse. Impegnato nel Movimento Roosevelt, Zoffi sta sviluppando un piano per definire i valori-guida e le modalità attuative per un nuovo "Rinascimento" umanistico, tecnologico ed economico, basato sull'utilizzo intelligente delle possibilità offerte dalle tecnologie moderne.

Comunicato stampa Movimento Roosevelt - Magaldi: voterei senz'altro Diego Fusaro sindaco di Gioia Tauro, ma quello che propone per il Sud è un Risorgimento Reazionario

Endorsement condizionato, del presidente del Movimento Roosevelt, al filosofo torinese candidato in Calabria: il suo estremismo "rossobruno" e illiberale lo rende innocuo, perfetto per l'establishment che infatti lo invita spesso in televisione a fare da sparring partner

"Voterei Diego Fusaro come sindaco di Gioia Tauro". Un endorsement prudente e interlocutorio, quello che Gioele Magaldi concede al "Laboratorio politico per un Risorgimento Meridionale", che ora candida il giovane filosofo torinese alla guida della cittadina "addormentata" all'ombra del grande porto tirrenico, mai veramente decollato. A promettere un "Risorgimento Meridionale" è l'avvocato Francesco Maria Toscano, segretario generale del Movimento Roosevelt nel 2015, quando il gruppo – sorto proprio su iniziativa di Magaldi – approdò nell'importante centro portuale calabrese propiziando l'elezione del sindaco Giuseppe Pedà, anch'esso socio fondatore del Movimento Roosevelt. "All'epoca – ricorda Magaldi – mi impegnai a fondo per la vittoria di Pedà, insieme all'economista Nino Galloni, tuttora nostro vicepresidente". Lo stesso Galloni viene ora indicato, insieme a Giulietto Chiesa e al meridionalista Pino Aprile, tra le "teste pesanti" che alimenterebbero il nuovo "laboratorio" di Toscano e Fusaro. L'idea: mobilitare risorse politiche e intellettuali per il riscatto del Sud, fanalino di coda di un'Italia a sua volta retrocessa al rango di "Meridione d'Europa", sottoposta allo strapotere franco-tedesco.

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Andrea Pisauro a "Un New Deal rooseveltiano per l'Italia e l'Europa" – Londra 30 marzo 2019

img Andrea Pisauro 4671bAndrea Pisauro parteciperà a "Un New Deal rooseveltiano per l'Italia e l'Europa", l'evento promosso dal Movimento Roosevelt UK che si svolgerà a Londra il prossimo 30 marzo 2019.

Ricercatore in neuroscienze all'Istituto di Psicologia Sperimentale dell'Università di Oxford, Pisauro si è laureato in Fisica all'Università La Sapienza di Roma, conseguendo successivamente un master in Computational Statistics and Machine Learning presso la Gatsby Computational Neuroscience Unit di UCL e un dottorato in Neuroscienze, sempre allo University College London. Nella sua ricerca si occupa di decision-making, e in particolare dell'impatto del contesto sociale sulle scelte e la motivazione, utilizzando una combinazione di risonanza magnetica funzionale e game theory. Fortemente impegnato anche sul piano sociale e culturale, Pisauro ha coordinato il circolo "Radio Londra di Sinistra Ecologia e Libertà" per alcuni anni, durante i quali viene eletto consigliere del Comites di Londra per la lista "Moving Forward - Democrazia Bene Comune". Nel 2017 è tra i promotori del progetto del "Manifesto di Londra - per immaginare un'Italia che vorremmo" e un anno dopo viene eletto nel coordinamento del Regno Unito di "DiEM25", il movimento pan-europeo lanciato nel 2016 da una serie di intellettuali europei. Attualmente coordina la campagna "Take a Break from Brexit" che chiede di ritardare e democratizzare la Brexit ed è iscritto al Partito Laburista. Convinto europeista, lotta da sempre per un'Europa socialista.

Comunicato stampa Movimento Roosevelt - Carpeoro: la mia massoneria non accoglieva magistrati, poliziotti e politici. Gianroberto Casaleggio? Era affiliato alla super-massoneria inglese

L'avvocato, dirigente del Movimento Roosevelt, interviene sull'ultimo scandalo politico siciliano: la massoneria eviti di associare chi riveste cariche pubbliche, specie giudiziarie. E conferma la militanza massonica dell'ideologo dei 5 Stelle, scomparso nel 2016.

Anziché escludere i massoni dalla politica, non sarebbe meglio se fosse la massoneria stessa a chiudere le porte a chi ha incarichi pubblici? Si eviterebbero tanti equivoci, incluse le tempeste giudiziarie come quella che sta travolgendo il mondo politico siciliano. Lo afferma l'avvocato Gianfranco Pecoraro, alias Carpeoro, saggista e dirigente del Movimento Roosevelt. "In alcune regioni italiane – dice – la contiguità tra mafia e massoneria è particolarmente evidente". Nel 2005 Carpeoro arrivò a sciogliere l'intera obbedienza di cui era "sovrano gran maestro" (Rito Scozzese italiano) dopo aver chiuso le logge siciliane e calabresi. "Della mia massoneria – dichiara in web-streaming su YouTube con Fabio Frabetti di "Border Nights", il 25 marzo – non potevano essere ammessi nemmeno magistrati ed esponenti della forze dell'ordine", proprio per evitare che li si potesse accusare, magari, di favorire "confratelli" nei guai con la giustizia. "L'aiuto massonico deve avere carattere privato", sottolinea Carpeoro: "Se un "fratello" finisce in carcere si deve essere pronti a sostenere finanziariamente la sua famiglia, ma certo non gli si può evitare la galera".

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Patrizia Scanu a "Un New Deal rooseveltiano per l'Italia e l'Europa" – Londra 30 marzo 2019

img Patrizia Scanu 02 5cb8cPatrizia Scanu parteciperà a "Un New Deal rooseveltiano per l'Italia e l'Europa", l'evento promosso dal Movimento Roosevelt UK che si svolgerà a Londra il prossimo 30 marzo 2019.

Segretario generale del Movimento Roosevelt dal 14 luglio 2018, dopo aver diretto dal 2017 il Dipartimento Istruzione e Formazione civica del movimento, la Scanu è un'intellettuale dalla personalità poliedrica, caratterizzata dal forte impegno sociale. Laureata con lode in filosofia e lettere classiche a Torino, ha conseguito anche una laurea specialistica in psicologia clinica ad Aosta. Insegna scienze umane al Liceo delle Scienze Umane di Alba (Cuneo), e al tempo stesso esercita la professione di psicologa clinica, specializzata nel sostegno psicologico individuale e di coppia, nel "counselling", nella psicodiagnosi e nella mediazione familiare. E' anche "Gestalt counsellor", diplomata a Torino, nonché iscritta all'Ordine degli Psicologi del Piemonte. Ha coordinato la creazione di reti territoriali contro la violenza domestica, in collaborazione con enti locali, autorità sanitarie, mondo giudiziario e forze dell'ordine. Le sue prime battaglie civili risalgono all'adolescenza, a cominciare dall'inserimento dei disabili nelle classi. Dopo alcune esperienze nell'ambito del volontariato nel settore socio-sanitario, nel 2008 ha fondato e presieduto un comitato di genitori e insegnanti in difesa della scuola pubblica, per contrastare la riforma Gelmini con dibattiti pubblici, manifestazioni, incontri con gli amministratori piemontesi e interventi sulla stampa locale, in sinergia con analoghi movimenti in tutta Italia.
Coltiva svariati interessi culturali e una spiccata propensione alla trasversalità della conoscenza. Ricercatrice indipendente, esplora i territori di confine fra le discipline, a cavallo tra scienza e spiritualità, vita e morte (in particolare, il "fine vita"). E' autrice di libri, articoli e manuali scolastici, nonché conduttrice di seminari, corsi e conferenze sugli argomenti che studia. "Nel Movimento Roosevelt – dice – ho voluto portare la voce delle donne, lo spirito battagliero e la fiducia nel potere della conoscenza, del dialogo e dell'educazione, di cui c'è disperato bisogno in questo momento storico tanto difficile. La natura metapartitica e la vocazione pedagogica del MR – aggiunge – sono perciò perfettamente in linea con le mie aspirazioni". Di recente, ha approfondito lo studio dell'impatto negativo dell'ideologia neoliberista sul sistema scolastico italiano: argomento trattato anche sulle pagine della nuovissima rivista "Sovranità Popolare". Recente l'allarme lanciato riguardo al progetto di "regionalizzazione" della scuola, in Lombardia e Veneto. Differenziando i programmi in alcune Regioni e rompendo quindi l'unitarietà nazionale dell'insegnamento, secondo lei verrebbero meno le pari opportunità garantite dalla Costituzione in materia formativa, accelerando così il rischioso progetto di scuola-azienda inaugurato dalle riforme Moratti e Gelmini.

Comunicato stampa Movimento Roosevelt - Magaldi: ipocrita l'attacco all'Italia per l'accordo con la Cina. Ci contestano nazionalisti europei come Francia e Germania, mentre gli Usa scordano che furono loro ad aprire a Pechino

Il presidente del Movimento Roosevelt: il potere atlantico che oggi accusa il governo Conte per l'intesa con i cinesi è stato il primo ad accogliere il gigante asiatico nel Wto, senza prendere nessuna garanzia democratica né il rispetto delle tutele sindacali per gli operai

L'Italia accerchiata dopo l'accordo con la Cina, che si impegna a far volare l'economia della Penisola puntando sui porti di Genova e Trieste? Siamo attaccati in modo pretestuoso da invidiosi e da smemorati, dichiara Gioele Magaldi, in web-streaming su YouTube con Fabio Frabetti di "Border Nights" il 25 marzo. Francia e Germania contestano che un accordo così strategico scavalchi di fatto l'Ue? Accusa ridicola, sottolinea Magaldi, se viene mossa da chi ha appena siglato il Trattato di Aquisgrana, come se l'Unione Europa neppure esistesse. Sono ipocriti, dice Magaldi, i politici come Macron che vorrebbero imporre proprio all'Italia una cabina di regina europea per la gestione del commercio con Pechino. Quanto ai rimbrotti degli Usa sul fatto che l'Italia stringa accordi con un paese non democratico, Magaldi ricorda che fu proprio il massimo potere statunitense – ben espresso da una struttura come la Trilaterale, incarnata da Kissinger, Rockefeller e Brzezinski – ad accogliere la Cina nel Wto, senza pretendere da Pechino né una svolta democratica né la tutela dei diritti sindacali del lavoro, ben sapendo che in quel modo la Cina avrebbe potuto immettere sul mercato globale prodotti a bassissimo costo.

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Nino Galloni a "Un New Deal rooseveltiano per l'Italia e l'Europa" – Londra 30 marzo 2019

img Nino Galloni 02 d2924Nino Galloni parteciperà a "Un New Deal rooseveltiano per l'Italia e l'Europa", l'evento promosso dal Movimento Roosevelt UK che si svolgerà a Londra il prossimo 30 marzo 2019.

"L'inganno e la sfida". L'inganno è quello dell'ideologia neoliberista; la sfida consiste nel passare "dalla società post-industriale a quella post-capitalistica". L'ultima fatica editoriale, pubblicata da Arianna editrice nel 2018, inquadra bene il profilo dell'autore: l'economista Nino Galloni (Antonino, all'anagrafe) è un autorevolissimo esponente del pensiero post-keynesiano, impegnato a smentire – cifre alla mano – i postulati della "teologia" del capitalismo finanziario globalizzato, impugnato come un'arma dall'élite mondiale per esercitare il proprio dominio, confiscando la democrazia e imponendo le politiche di austerity. Il vicepresidente del Movimento Roosevelt è figlio di Giovanni Galloni, dirigente della Dc e già "numero due" del Csm. Nino Galloni si è laureato a Roma nel 1975, è stato ricercatore a Berkeley sotto la guida di Richard Webster e ha poi collaborato strettamente con il professor Federico Caffè, eminente economista post-keynesiano, insieme al quale ha condotto studi sulla rivoluzione tecnologica e sulle politiche monetarie. Galloni ha insegnato nelle università di Roma, Milano, Modena e Napoli. E' stato direttore generale al ministero del lavoro dal 1990 al 2002, occupandosi di mercato del lavoro, occupazione giovanile e cassa integrazione. Ha ricoperto incarichi anche all'Inpdap, all'Inps e all'Inail, rappresentando il governo italiano in sede Ocse.
Collaboratore del newsmagazine web "Scenari Economici" fondato da Antonio Maria Rinaldi, attualmente Galloni è presidente del Centro Studi Monetari, associazione per lo studio dei mercati finanziari e delle forme di moneta emettibili senza creare debito pubblico. I suoi numerosi saggi – oltre una ventina – affrontano in particolare tematiche riguardanti il mercato, la finanza e la sovranità monetaria, soprattutto in relazione alle politiche nazionali italiane ed europee. Celebre l'intervista concessa nel 2013 a Claudio Messora per "ByoBlu", nella quale svela "come ci hanno deindustrializzato". Ovvero: in cambio dell'adesione all'Eurozona, richiesta dalla Francia, la Germania impose che venisse colpito il suo maggiore concorrente a livello industriale: l'Italia. Lo stesso cancelliere Kohl arrivò a pretendere che Galloni, allora consigliere strategico di Andreotti nel periodo in cui si andava definendo il Trattato di Maastricht, venisse allontanato dagli uffici governativi. Quando Mario Draghi (altro allievo del professor Caffè, il cui insegnamento ha però rinnegato) si allontanò dalla scuola post-keynesiana, Galloni rimase sulle posizioni del comune maestro Federico Caffè, e oggi è impegnato a mettere a punto strumenti innovativi come la "moneta parallela", per risollevare l'economia italiana: aggirando il Trattato di Lisbona (che non la vieta), la valuta sovrana "non a debito", non convertibile e valida solo per il territorio nazionale, secondo Galloni potrebbe produrre, da subito, almeno 500.000 posti di lavoro ogni 0,75% di pil.