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Gioele Magaldi: sconfitti i "terroristi del lockdown", Draghi punta sulle cure domiciliari

Magaldi: sconfitti i "terroristi del lockdown", a maggio staremo meglio grazie alla scelta di Draghi di puntare sulle cure precoci per guarire dal Covid evitando l'ospedale

 

Il presidente del Movimento Roosevelt approva le prime mosse del nuovo governo: gradualmente emarginati i fanatici delle restrizioni, protagonisti della malagestione della pandemia. Malati finora lasciati a casa senza terapie prima del ricovero, gonfiando così i numeri dell'emergenza (esasperati dai media per fare sensazionalismo)

 

«La pacchia dell'emergenza è finita: sia per i media sensazionalisti che per i "terroristi del lockdown", che nei giorni scorsi avevano inutilmente invocato il ritorno delle chiusure totali». Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt, segue con apprezzamento le prime mosse del governo Draghi. «E' ingiusto imputare al nuovo premier un'eccessiva prudenza, perché bisogna tenere conto della disastrosa situazione ereditata: per un anno, i pazienti affetti da Covid sono stati curati solo all'ospedale, cioè molto spesso quand'era ormai troppo tardi».

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Pilules de sagesses rooseveltiennes N.13: Raisons d'état - Affaire Bernard Borrel

Pilules de sagesses rooseveltiennes: Raisons d'état - Affaire Bernard Borrelpils13 ce4f1


Djibouti le 19/10/1995: la Prévôté française (gendarmerie en poste à l'étranger, en charge des infractions commises sur ou par des militaires français) prétendait avoir découvert ce matin-là, le corps sans vie de Bernard Borrel, en partie calciné en bas d'un ravin à 80 km de Djibouti ville.

Bernard Borrel, magistrat, major de la promotion du «Juge MICHEL» et ancien procureur de la république à LISIEUX, exerçait alors dans ce pays les fonctions de conseiller technique du ministre de la justice et des affaires musulmanes, Monsieur MOUMIN BADON, dans le cadre de son détachement auprès du ministère de la coopération française pour contribuer à l'instauration d'un état de droit, dans cette ancienne colonie française devenue indépendante en 1977.
Inhumé avec un certificat médical précisant «mort accidentelle dont les circonstances restent à déterminer» et sans que l'autopsie promise n'ait été réalisée, l'ambassadeur de France indiquait qu'il s'agissait d'un suicide avant tout examen du corps.

Il faudra près de 22 ans à la justice pour reconnaître qu'il s'agissait de l'assassinat d'un des siens (communiqué du procureur de la république de Paris du 13/07/2017) et près de 25 ans pour reconnaître dans un jugement du 16/03/2020, la faute lourde de l'état pour deux motifs:
*l'absence d'autopsie alors que ce magistrat était mort dans des circonstances suspectes et sans que les causes de la mort n'aient pu être établies
*la destruction des scellés essentiels à l'éventuelle condamnation aux assises des auteurs et commanditaires, dont une partie du corps de Bernard Borrel.

Entre ces deux dates, son épouse et leurs deux enfants, soutenus par leur famille, leurs avocats, Laurent de Caunes et Olivier Morice, quelques amis, quelques journalistes ainsi que le syndicat de la magistrature, ont mené et mènent toujours depuis plus de 25 ans, un combat judiciaire et médiatique pour lutter contre au moins deux états ayant mobilisé des moyens colossaux au service d'une version officielle ne reposant sur rien sauf des fake news ou ce que certains appellent une légende des services.
Tous les moyens de l’état ont longtemps été mobilisés pour que cet assassinat rejoigne la liste des «cold cases» de la justice française; la gravité et la multiplicité des malfaçons judiciaires interrogent sur la nature des intérêts qui seraient ainsi protégés.

A ce jour, on constate qu’aucun document secret défense contemporain de l’assassinat de Bernard Borrel n’a été déclassifié. Les réseaux de la Françafrique seraient ils encore assez puissants pour faire échec à la vérité?
Loin de l’affirmation de Charles Pasqua pour qui «la démocratie s’arrête là où commence la raison d’état», raisonner la raison d’état devrait être l’ambition de notre démocratie, le secret défense n’ayant pas vocation à couvrir des agissements criminels comme l’assassinat d’un magistrat.

Nous en parlons avec:
Elisabeth Borrel, ancienne Magistrate et femme du Juge Bernard Borrel

Maria Zei – Responsable Mouvement Roosevelt France


Visio conférence du mardi 24 fevrier 2024 18h sur MRTV:https://youtu.be/kMfY67A_zuI




Pillole di saggezze rooseveltiane: Ragione di stato - 
Il caso Bernard Borrel

Gibuti il 19/10/1995: la « Prévôté » francese (gendarmeria di stanza all'estero, che si occupa dei reati commessi su o da parte di militari francesi) sosteneva di aver scoperto quella mattina il corpo senza vita di Bernard Borrel, in parte bruciato, nella parte inferiore di un burrone a 80 km da Gibuti città.

Bernard Borrel, magistrato, maggiore della promozione del «Giudice MICHEL» ed ex procuratore della repubblica a LISIEUX, esercitava allora in quel paese le funzioni di consigliere tecnico del ministro della giustizia e degli affari musulmani MOUMIN BADON, nel quadro del suo distaccamento presso il ministero della cooperazione francese per contribuire all'instaurazione di uno stato di diritto, in questa ex colonia francese divenuta indipendente nel 1977.Inumato con un certificato medico che precisa «morte accidentale le cui circostanze restano da determinare» e senza che sia stata effettuata l'autopsia promessa, l'ambasciatore di Francia indicava che si trattava di un suicidio, ben prima di qualsiasi esame del corpo.

Ci vorranno quasi 22 anni alla giustizia per riconoscere che si trattava dell'assassinio di uno dei suoi (comunicato del procuratore della Repubblica di Parigi del 13/07/2017) e quasi 25 anni per riconoscere, in una sentenza del 16/03/2020, la colpa grave dello stato per due motivi:
*l'assenza di autopsia dopo che il magistrato era morto in circostanze sospette e senza che le cause della morte potessero essere accertate

*la distruzione di prove, essenziali all'eventuale condanna alle assise degli autori e committenti, tra cui una parte del corpo di Bernard Borrel.

Tra queste due date, sua moglie e i loro due figli, sostenuti dalla loro famiglia, i loro avvocati, Laurent de Caunes e Olivier Morice, alcuni amici, alcuni giornalisti, nonché il sindacato della magistratura, hanno condotto e conducono da più di 25 anni, una lotta giudiziaria e mediatica per lottare contro almeno due stati, che hanno mobilitato mezzi colossali al servizio di una versione ufficiale che non si basa su nulla, tranne che le fake news o ciò che alcuni chiamano « una leggenda dei servizi ».
Tutti i mezzi dello Stato sono stati a lungo mobilitati affinché questo assassinio si inserisca nell'elenco dei «cold cases» della giustizia francese; la gravità e la molteplicità dei difetti giudiziari interrogano sulla natura degli interessi che verrebbero così tutelati.

A tutt'oggi, si constata che nessun documento secretato (segreto di stato) contemporaneo all'assassinio di Bernard Borrel è stato declassificato. Le reti della « Françafrique » sarebbero ancora cosi’ potenti da non far uscire fuori la verità?
Lungi dall'affermazione di Charles Pasqua per il quale «la democrazia si ferma là dove comincia la ragione di stato», far « ragionare » la ragione di stato dovrebbe essere l'ambizione della nostra democrazia, il segreto di stato non ha vocazione a coprire delle azioni criminali come l'assassinio di un magistrato.

Ne parliamo con:
Elisabeth Borrel, ex magistrata e moglie del giudice Bernard Borrel

Maria Zei - Responsabile Movimento Roosevelt Francia

 Appuntamento del 14 Febbraio 2021 alle ore 18 sul Canale Web MRTV:https://youtu.be/kMfY67A_zuI



Gioele Magaldi: Avviso a Draghi. Eliminare tutte le restrizioni e riaprire l'Italia entro il prossimo 1 Maggio

Magaldi avverte Draghi: riaprire l'Italia prima che sia troppo tardi. Entro il prossimo Primo Maggio tutte le restrizioni-Covid dovranno essere eliminate, o il paese morirà

 

L'autore di "Massoni" annuncia un'assemblea del Movimento Roosevelt il giorno della Festa dei Lavoratori, che culminerà con un raduno (notturno) a piazza dei Campo dei Fiori, a Roma. «Se per allora l'Italia non sarà stata riaperta, il neo-premier potrà scordarsi di essere eletto al Quirinale nel 2022».

 

«Rimozione delle restrizioni, a cominciare dal coprifuoco, e riapertura del paese, a partire da quella serale dei ristoranti. Viceversa l'economia collasserà, e Mario Draghi il Quirinale lo vedrà solo col binocolo». Parole dure, quelle che il presidente del Movimento Roosevelt rivolge al nuovo capo del governo, invitandolo a sbarazzarsi in tempi brevi dei "fanatici" delle restrizioni-Covid. «Se non altro - rivela Gioele Magaldi - in questi giorni abbiamo ottenuto una prima vittoria: dopo un aspro confronto dietro le quinte è stata infatti scongiurata l'adozione di un nuovo lockdown, invocata a gran voce dalla potente fazione che, per bocca di personaggi come Walter Ricciardi, preme per richiudere nuovamente in casa gli italiani».

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Gioele Magaldi: denuncia delle fake news sulla protesta anti-lockdown del 17 Febbraio a Roma

Magaldi: incredibile delirio di bugie a mezzo stampa. Molte fake news sulla protesta anti-lockdown del 17 febbraio a Roma: cena e poi passeggiata a Campo dei Fiori

Il presidente del Movimento Roosevelt: «Non siamo "negazionisti", non siamo stati "sorpresi" dalla polizia (ci eravamo auto-denunciati, avvisando le autorità con settimane di anticipo). Al ristorante non siamo stati interrotti né multati da nessuno. E poi in piazza, con Enrico Montesano, non siamo stati neppure sanzionati. Ora siamo noi a denunciare i giornali: per calunnia e diffamazione».

«Una incredibile, indecente collezione di falsità a mezzo stampa: chiediamo immediata rettifica, nei termini di legge, e intanto ci prepariamo a denunciare i media in sede giudiziaria e anche all'Ordine dei Giornalisti». Sconcerto, da parte di Gioele Magaldi, per la disinformazione (con risvolti anche penali) prodotta da diverse testate all'indomani della pacifica protesta anti-lockdown promossa dal Movimento Roosevelt il 17 febbraio a Roma, largamente anticipata in modo pubblico con comunicati stampa e video su YouTube. Il programma: una cena al ristorante "Habituè" in via dei Gordiani 22 e poi una passeggiata in piazza Campo dei Fiori, ai piedi della statua di Giordano Bruno (alla quale ha partecipato anche l'attore Enrico Montesano), per protestare contro alcune restrizioni introdotte con il Covid, dal coprifuoco, al divieto di cenare la sera nei ristoranti, all'obbligo di indossare le mascherine all'aperto.

«La ricostruzione offerta l'indomani da alcuni media - afferma Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt - è una sequenza impressionante di menzogne, veicolate a mezzo stampa». Hanno scritto che la riunione al ristorante sarebbe stata clandestina: «Falso, era stata annunciata pubblicamente». Hanno aggiunto che la cena sarebbe stata interrotta dalla polizia, su segnalazione di qualcuno: «Falso, la cena si è svolta regolarmente e senza alcuna interruzione», conferma Magaldi. Hanno scritto che a piazza Campo dei Fiori i militanti sarebbero stati sanzionati: «Altra falsità: sono solo state identificate 30 persone, meno di quelle effettivamente presenti, giunte a diverse ondate, senza il rilascio di alcun verbale né di alcuna contestazione scritta». Hanno riportato, infine, che ai "rooseveltiani" sarebbe stata contestata una manifestazione non autorizzata, per la quale sarebbe stata prevista la richiesta di occupazione del suolo pubblico: «Falso anche questo: la nostra era solo una "passeggiata", per la quale - a norma di legge - notoriamente non è prevista nessuna autorizzazione specifica».

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