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Antonella Colonna Vilasi è una solida, validissima e ben strutturata studiosa di servizi segreti, intelligence, relazioni ed eventi internazionali.

Su di lei, si legga, ad esempio:

Antonella Colonna Vilasi: una traiettoria di studi per offrire una adeguata comprensione del mondo dell'intelligence service (a cura di DRP) (clicca per leggere).

Di recente, la professoressa Colonna Vilasi, socia fondatrice del Movimento Roosevelt, è stata designata quale Caporedattrice della Redazione “Servizi Segreti, Intelligence e Relazioni internazionali” (vedi al riguardo Sito ufficiale del Movimento Roosevelt: stato dell’arte e istruzioni per l’uso, articolo pubblicato il 10 maggio 2015 sul sito MR, clicca per leggere).

Ora, per inaugurare il suo importante ruolo sul sito MR, la Caporedattrice di una delle sue più importanti Redazioni, ha scritto queste riflessioni, in relazione al tema del terrorismo e della sicurezza su scala internazionale:
“Non si sa dove colpirà il nemico, chi sarà la prossima vittima e come difendersi. La paura e la sensazione d'impotenza che ne conseguono sono racchiuse molto bene in un'unica parola, purtroppo, molto attuale: terrorismo. In seguito al feroce attentato del 7 gennaio a Parigi presso la redazione del giornale satirico Charlie Hebdo, la libertà di stampa e di espressione è stata duramente colpita e questa non è che una delle numerose date che si vorrebbero cancellare dalla storia. La galassia terrorista internazionale si presenta ovunque tanto da rappresentare un problema cogente e, quindi, è difficile fare un'analisi di intelligence locale. Si tratta di movimenti magmatici a volte caratterizzati da piccolissimi gruppi di persone, anche solo due o tre, e i militanti hanno qualsiasi tipo di estrazione sociale. È una realtà presente negli Stati Uniti, ma molto strutturata in ogni paese europeo come dimostra l'assalto alla redazione di Charlie Hebdo, in cui gli autori della strage erano i due fratelli Kouachi, franco-algerini. I movimenti jihadisti hanno alloro interno, ormai, europei a tutti gli effetti di prima, seconda e terza generazione e questo rende il problema molto radicato e più difficile da contenere. Ormai internet dà accesso a un mondo parallelo. E la rete può condizionare ed amplificare questo allarmante fenomeno. È apparso evidente già in occasione delle cosiddette "primavere arabe", cioè la serie di proteste e agitazioni cominciate tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011. L'uso dei social network, come Facebook e Twitter, ha permesso in tanti paesi, come Siria, Libia, Algeria, Iraq, Giordania, di organizzare e divulgare eventi a dispetto dei tentativi di repressione statale e questo ha decretato anche la conclusione del mandato di Zine EI-Abidine Ben Ali, presidente della Repubblica di Tunisia. Attraverso la rete i militanti armati affinano strategie comunicative efficaci ed esistono tecniche di adescamento di cui non tutti sono a conoscenza. Ad esempio, su Twitter il profilo "Stato islamico del gatto" nasconde, con la passione per i piccoli felini, una vera e propria chiamata alle armi per i possibili combattenti dell'ISIS. Con attrazioni di questo genere i soldati cercano di intenerire i followers per poi trasformarli in loro mascotte. Il terrorismo è un nemico invisibile e imprevedibile. Angelino Alfano, il ministro dell'Interno del governo Renzi, con la collaborazione del guardasigilli Andrea Orlando, ha già predisposto un pacchetto antiterrorismo il cui obiettivo è il contrasto delle modalità emergenti con cui si manifesta la minaccia jihadista. Vista la gravità del pericolo terroristico lo scopo è quello di rafforzare gli strumenti di prevenzione e repressione. Si prevedono alcune importanti modifiche al codice penale, ma ci si prepara ad una vera battaglia sul web perché, come detto, molto usato dall'ISIS e dagli altri gruppi terroristici. Verranno oscurati i siti che fanno propaganda islamica e sarà stilata una "black list" dei siti filo-jihadisti con rimozione dei contenuti incriminati. Con Disegno di legge N. 587 è stata istituita una Procura nazionale antiterrorismo, con sede a Roma. Prima ancora che nei tribunali, gran parte del lavoro avviene proprio a livello di intelligence. È, infatti, di primaria importanza uno spirito di squadra tra i paesi. È necessario che vengano fatti sforzi comuni e che ci sia uno scambio di dati con una maggiore condivisione da parte di tutti. Il grosso problema dell'Europa è che c'è un'unione economica ma assolutamente non politica e ognuno è geloso delle proprie informazioni preventive, senza predisporsi in modo costruttivo al lavoro di gruppo e alla collaborazione. Bisogna, dunque, introdurre anche strumenti centralizzati di coordinamento delle investigazioni in materia di terrorismo. L'Italia deve considerarsi tra i paesi a rischio di attacchi. Francia, Olanda e soprattutto Gran Bretagna sembrano essere tuttavia maggiormente nel mirino e, quindi, molto più in pericolo da questo punto di vista. L'Italia, però, si è giustamente allineata all'Europa nelle misure di sicurezza da prendere in quanto sede del Vaticano e parte di quell’ 'Occidente da sempre sotto attacco terroristico. C'è uno stato di allerta senza, tuttavia, creare inutili atmosfere di panico. La situazione è sotto controllo anche grazie ad alcuni approcci prettamente pratici. Saranno fatti controlli più accurati nei luoghi di massima affluenza come gli aeroporti e in molte regioni d'Italia, tra cui ultimamente in Basilicata e Abbruzzo, in cui alcune mosche ed altri luoghi di culto islamico sono sotto osservazione. Tuttavia l'lslam non ha niente a che vedere con questa degenerazione e,  quindi, è un grave errore generalizzare. Si tratta di movimenti e frange estreme, alla deriva.”

Antonella Colonna Vilasi ci ha però confidato che ha vergato queste sue osservazioni come genericamente valide se si considera soltanto una prima superficie delle dinamiche di potere che sottendono i fenomeni analizzati.

Se invece scrutiamo gli eventi con gli strumenti affilati offerti, ad esempio, nel libro MASSONI. Società a responsabilità illimitata, il punto di vista complessivo cambia sensibilmente.

Ma di questo si parlerà in un successivo contributo a cura della medesima studiosa.

REDAZIONE “SERVIZI SEGRETI, INTELLIGENCE E RELAZIONI INTERNAZIONALI” DEL SITO MR (www.movimentoroosevelt.com)

Commenti   

0 # precisazionipietro MR 2015-05-28 14:24
L' articolo scritto da lei e' interessante, tuttavia ad integrarlo , occorerebbe parlare della "guerra asimmetrica, metodologia bellica iniziata gia' nella prima guerra mondiale, quando fu contrapposta la guerra di movimento a quella di posizione. Poi e' stata utilizzata nella seconda guerra mondiale, nel periodo della cosiddetta "guerra partigiana"e dopo, nella tensione della guerra fredda. Ora viene riproposta da un terrorismo abbeveratosi, ideologicamente,alle fonti dell' estremismo rivoluzionario. Questa guerra asimmetrica, quindi, nel novecento e' valsa sempre, scardinando i metodi studiati dalla polemologia classica.
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0 # Analisi superficiale?paolo zuccaro 2015-06-14 14:20
Forse l'esperta deve ancora leggere il libro Massoni?
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