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Gioele Magaldi: lettera aperta indirizzata a Mattarella e ai Parlamentari. Salvare l'Italia anziché Conte

Magaldi: governo di salvezza nazionale guidato da Marta Cartabia, con Mario Draghi all'economia e Nino Galloni a lavoro e sviluppo, con la moneta complementare

Il presidente del Movimento Roosevelt: lettera aperta indirizzata a Mattarella e ai parlametari. Un appello: fate un passo indietro, salvate l'Italia anziché Conte


Gioele Magaldi annuncia una nuova lettera aperta, come quelle rivolte dal 2010 al "fratello" Berlusconi. Sarà pubblicata nelle prossime ore sul sito del Movimento Roosevelt. Un appello ai parlamentari, trasmesso anche a Mattarella e agli altri soggetti istituzionali coinvolti nella crisi di governo. Proposta chiara: «Un governo tecnico di salvezza nazionale, supportato da larghissime intese, guidato da una figura come quella di Marta Cartabia, già presidente della Corte Costituzionale, estimatrice dichiarata di Eleanor Roosevelt e con, accanto, uomini come Mario Draghi e Nino Galloni». Primo obiettivo: far uscire immediatamente l'Italia dall'emergenza, abolendo le misure incostituzionali varate da Conte, inutili sul piano sanitario ma devastanti per l'economia.

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Dalla parte dei diritti e della trasparenza: Giustizia è fatta. Due articoli di Monica Soldano

GIUSTIZIA E' FATTA. Dalla parte dei diritti e della trasparenza

 

a cura di Monica Soldano

In Italia, anche in questo inizio di anno, la Giustizia amministrativa sta continuando a dare risposte e a fare chiarezza nel complicato rapporto tra i cittadini e la gestione della pandemia, che, attraverso  i decreti della Presidenza del Consiglio per l’emergenza sanitaria, non manca di  porre questioni sui diritti inviolabili e le libertà personali. Così,  fin dal mese di gennaio ci sono già state nuove e significative pronunce, vediamo quali.

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Ribelli: Pandemia, Media, Etica. Caccia alla verità. 5a puntata - A cura di Monica Soldano

Ribelli 5a puntata: Pandemia, giornalismo ed etica pubblica. Caccia alla verità - A cura di Monica SoldanoRibelliveritàthmb 48a9fDieci mesi fa è cominciato il primo lockdown sanitario della nostra storia recente. Così la “caccia” alle informazioni sulla pandemia ed il virus è diventata un’attività quotidiana, di prima necessità. Il giornalismo è stato chiamato ad esercitare il suo mestiere, ma in un modo difficile: lontano dalle fonti, con l'ascolto quotidiano di esperti che cercavano di esibire certezze che non avevano, a fronte di informazioni confuse, in arrivo, da ogni parte del pianeta.
Nel frattempo, nelle affollate terapie intensive si consumavano scelte drammatiche e si moltiplicavano le domande etiche sui perchè ed i come.
La gestione della pandemia si è arricchita anche di altri aspetti: la scarsa trasparenza degli atti amministrativi, la segretezza sui contratti per i vaccini, le difficoltà oggettive della campagna vaccinale, errori nella trasmissione dei dati, a cui recentemente si è aggiunta la levata di scudi dell’ Associazione Italiana di Statistica, che ha raccolto le firme per un appello che punta i piedi per modificare l'attuale metodo di raccolta dati e la contabilità del virus, perchè si esorta a ripartire dalla qualità del dato primario, per poter fare proiezioni e comprendere meglio le scelte del governo.
Un quadro complessivo, forse disarmante, in cui avvertiamo la necessità di ritrovare il filo.

Così, di informazione e giornalismo, ma anche di scelte morali ed etiche, al tempo della pandemia, parleremo In RIBELLI, venerdì sera, alle 19,30, con Giovanni Caprara, giornalista ed editorialista scientifico del Corriere della Sera (presidente SIGS) e con Maurizio Mori, professore Ordinario di Filosofia morale e bioetica all’ Università di Torino (presidente della Consulta di Bioetica).
Conduce Monica Soldano, giornalista.

Appuntamento alle ore 19.30 sul Canale Web MRTV:https://youtu.be/P4vqQUTvxu8

Tandem Gioele Magaldi-Gianfranco Pecoraro: Inaccettabile il segreto sui contratti per i vaccini. Raccolta di firme e azione legale del Sostegno Legale MR sulla trasparenza

Il Movimento Roosevelt: fuori i dati, basta segreti sui contratti per i vaccini. Raccolta di firme e azione legale per pretendere trasparenza sul piano vaccinale italiano


Carpeoro: chiederemo alle Prefetture di rendere pubbliche le condizioni di acquisto dei vaccini Covid pagati dagli italiani. Inaccettabile il segreto sul denaro dei cittadini.


Una raccolta di firme nazionale per chiedere trasparenza sui contratti per le forniture dei vaccini Covid: i dati verranno anche richiesti alle Prefetture italiane dagli avvocati del Movimento Roosevelt, che ha attivato un servizio di Sostegno Legale per supportare i cittadini colpiti da sanzioni ingiuste. E' un'offensiva a tutto campo quella annunciata dall'avvocato Gianfranco Pecoraro, vicepresidente "rooseveltiano" e autore di saggi e romanzi firmati con il popolare pseudonimo di "Carpeoro". Imperativo categorico: la trasparenza. «E' vero che l'ente che ha trattato l'acquisto dei vaccini-Covid è l'Ue. Ma visto che l'Italia quei vaccini li paga, quanto meno, le condizioni di quei contratti dovrebbero essere rese note alle persone da cui quel denaro proviene, cioè noi», afferma l'avvocato. «Una norma generale impone allo Stato di essere trasparente, sull'impiego dei soldi pubblici. I cittadini devono sapere: basta, con queste clausole secretate e questi accordi sottobanco, "catacombali". Mi meraviglio che nessuno protesti: rinfacciano i cappucci alla massoneria, e poi fanno i contratti incappucciati?».


«E' uno scandalo», insiste Carpeoro: «Per questo, il Movimento Roosevelt lancerà una pubblica sottoscrizione per chiedere la desecretazione di questi contratti, nonché - attraverso gli avvocati del Sostegno Legale "rooseveltiano" - una diffida, a tutte le Prefetture, perché esibiscano i contratti per la fornitura dei vaccini (perché è la Prefettura che rappresenta il governo). L'eventuale diniego verrebbe poi impugnato dai nostri legali, davanti agli organi competenti». Conferma il presidente del Movimento Roosevelt, Gioele Magaldi: «Al di là del fatto che il vaccino Pfizer non sia stato sufficientemente testato e possa esporre l'organismo a reazioni avverse, ci siamo accorti del fatto che le dosi recapitate in Italia (acquistate dall'Ue per spuntare un prezzo più conveniente) sono calate in modo brusco. E così abbiamo scoperto che c'è il segreto, privatistico, su una materia che in realtà è di interesse pubblico».

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Gioele Magaldi: la rivoluzione non è un pranzo di gala. Troppo timide le proteste per mettere fine alle vessazioni

Magaldi: italiani pavidi e ottusi, stentano a capire che solo la loro ribellione mettera' fine alle inutili vessazioni cui sono sottoposti da un anno, con il pretesto del Covid

 

Il presidente del Movimento Roosevelt parafrasa Mao: la rivoluzione non è un pranzo di gala, smetteremo di subire ingiustizie rovinose solo quando cesseremo di indossare le mascherine all'aperto e di rispettare il coprifuoco. Troppo timida anche la protesta "Io Apro" promossa dai ristoranti, mentre l'economia italiana viene fatta deliberatamente crollare: senza una vera disobbedienza civile, la sopraffazione durerà all'infinito

 

«Sono meravigliato dalla lentezza degli italiani nel comprendere la situazione: possibile che non capiscano che il coronavirus è solo un pretesto per devastare l'economia per poi svenderla a chi ha organizzato la crisi, come già all'epoca di Mario Monti dopo la "tempesta" pilotata dello spread?». Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt, condanna la sottomissione che oggi dimostrano troppi italiani, ancora disposti a obbedire alle misure più insensate del cosiddetto distanziamento: «Persino la devastante chiusura imposta a bar e ristoranti è stata un atto squisitamente politico, voluto da Conte e Speranza, e neppure richiesto dagli scienziati del Comitato Tecnico-Scientifico. Eppure sono stati in pochi - ristoratori e avventori - ad aderire alle cene organizzate il 15 gennaio nell'ambito della meritoria iniziativa "Io Apro". Si temono le multe, senza vedere che - in mancanza di una vera disobbedienza civile - i soprusi governativi dureranno all'infinito, proprio grazie ai "pecoroni" che si piegano a qualsiasi ordine imposto dall'alto, proprio come avviene nelle dittature».

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