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Magaldi: Draghi promette di risollevare l'Italia archiviando il rigore, ma ora deve cambiare paradigma anche sul Covid

Il presidente del Movimento Roosevelt: alla visione post-keynesiana in economia (deficit robusto) deve seguire una svolta anche in materia sanitaria, con l'introduzione di cure precoci per sgonfiare l'emergenza pandemica


Mario Draghi sta finalmente mettendo l'Italia sulla strada della crescita e dell'uscita definitiva dall'austerity. Lo afferma Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt: «Il robusto ricorso al deficit per rilanciare l'economia dimostra la volontà di abbandonare senza timori la lunga stagione del rigore europeo, anche se molti giornalisti - che continuano a interrogarsi sulle necessarie "coperture" finanziarie - non hanno ancora capito che il vento è cambiato, da quando la Bce con Christine Lagarde ha iniziato ad agire come "prestatrice di ultima istanza", sorreggendo le economie nazionali». Pur scontento dei "ristori" finora erogati, «del tutto insufficienti», Magaldi vede l'Italia di Draghi allineata allo sforzo "rooseveltiano" degli Usa, che annunciano il dispiegamento di ingentissimi investimenti pubblici.

«Di concerto con Janet Yellen, titolare del Tesoro - aggiunge Magaldi - l'Italia sta anche mettendo a punto un progetto di tassazione universale a carico delle multinazionali, per abolire il "dumping" fiscale dei colossi economici: un altro modo per restituire forza agli Stati, riequilibrando la disponibilità delle risorse». Magaldi trova incoraggiante la prospettiva illuminata da Draghi, che già un anno fa aveva proposto l'azzeramento dei debiti europei; quanto all'Italia, il ricorso al debito pubblico (strategico, per l'occupazione) «dimostra l'infondatezza dell'artificioso paradigma neoliberista, che attraverso le speculazioni delle agenzie di rating imputava all'Italia un "eccesso di debito" senza mai tenere conto della reale solvibilità del paese, che resta una delle maggiori potenze industriali del mondo e vanta un robustissimo risparmio privato».

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Gioele Magaldi: Draghi cacci i responsabili della strage di Stato

Magaldi: strage di Stato e "compagni di merende", alla guida della sanità. Draghi cacci Roberto Speranza, ministro della malasanità

 

Il presidente del Movimento Roosevelt: migliaia di italiani morti di Covid solo perché curati male, grazie alla scellerata gestione dell'emergenza dovuta a Speranza, Conte, Brusaferro e Ranieri Guerra. Scandaloso, l'insabbiamento del report sull'assenza di un piano pandemico aggiornato, in un paese ormai sul lastrico e con un governo che ancora non diffonde le terapie adatte per trattare i pazienti in modo ottimale e con tempestività

 

«Ha tentato in modo arrogante e mafioso di occultare una verità che un funzionario onesto aveva evidenziato». Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt, attacca il ministro Roberto Speranza: così come lo stesso Conte, non poteva essere all'oscuro delle inaudite manovre messe in atto per insabbiare il dossier di un valente funzionario dell'Oms, Francesco Zambon, che all'inizio della primavera 2020 aveva inutilmente segnalato l'assenza di un piano pandemico aggiornato. «Mi complimento con Massimo Giletti, che l'11 aprile nel suo programma su La7, "Non è l'arena", ha riassunto la vicenda: Ranieri Guerra, già direttore generale del ministero della salute e dunque responsabile dei piani pandemici, prima non ha aggiornato il piano per l'Italia, e poi - divenuto direttore vicario dell'Oms - si è vantato con Silvio Brusaferro, neo-portavoce del Cts, di aver intimato a Zambon di cambiare le carte in tavola, arrivando infine a far ritirare il rapporto».

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