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…...ma cosa accadrà, a primarie pentastellate ultimate?

Questa sera c’è a Roma la riunione rooseveltiana annunciata in:

PROGETTO NINO GALLONI SINDACO DI ROMA CAPITALE. Comunicato n.1 dell’11 febbraio 2016.... il secondo incontro rooseveltiano si terrà mercoledì 17 febbraio 2016 a Roma, presso la Chiesa Evangelica Valdese di Via IV Novembre 107 (vicino Piazza Venezia), nella Sala dei Riformatori, dalle ore 18’’

 

In quella sede, il Presidente MR Gioele Magaldi avrà molto da dire sui potenziali sviluppi di una campagna elettorale per Roma che si preannuncia assai interessante e potenzialmente ricca di colpi di scena…

A tal riguardo, sono opportune alcune preliminari chiarificazioni.


1)     Le posizioni del Movimento Roosevelt a proposito della candidatura di Nino Galloni quale futuro Sindaco di Roma Capitale sono quelle espresse icasticamente in

“Nino Galloni non deve essere il candidato Sindaco per Roma Capitale di soltanto uno o due partiti-movimenti. Galloni al Campidoglio ha senso solo come portabandiera di una vasta Coalizione di tutti gli autentici democratico-progressisti della società romana: gruppi politici e sociali in rotta con l’ottusità delle dirigenze nazionali, associazioni, forze sindacali e professionali, liste civiche varie.”, articolo pubblicato il 19 gennaio 2016 sul sito MR


Gioele Magaldi intervistato sulla storica occasione di eleggere un galantuomo keynesiano e democratico-progressista come Nino Galloni quale Sindaco di Roma Capitale



NINO GALLONI SINDACO DI ROMA. Prima riunione dei rooseveltiani romani e laziali sul progetto di un New Deal per la Capitale d Italia…”, articolo pubblicato il 31 gennaio 2016 sul sito MR .

2)     Non è mai stato in discussione il principio che il M5S facesse le sue primarie “parrocchiali”, cioè che, attraverso le regole interne che il M5S si è dato, per mezzo del web, venissero selezionati in più round i candidati consiglieri comunali e poi il candidato sindaco di bandiera del Movimento. Della necessità e anche dell’opportunità di compiere questo iter, il Movimento Roosevelt è sempre stato non solo consapevole, ma si trova perfettamente simpatetico ad esso.

3)     A suo tempo, anzi, quando vi era l’opportunità che lo stesso Nino Galloni potesse presentarsi tra i candidati delle primarie web pentastellate, nell’ambito dell’Ufficio di Presidenza MR fu deciso che la cosa non avesse alcun senso…nonostante Galloni avrebbe potuto vincere a mani basse la competizione interna al M5S. E la cosa non avrebbe avuto senso perché:

4)     Il PROGETTO NINO GALLONI SINDACO DI ROMA CAPITALE deve essere supportato da una larga Coalizione democratico-progressista di ispirazione rooseveltiana e keynesiana (sul piano dell’ideologia politico-economica) di cui il M5S potrebbe essere- se alla fine lo volesse- un perno essenziale, ma non il solo “azionista”.

5)     Anzi, quello che da settimane il Movimento Roosevelt sta proponendo pubblicamente e privatamente ai pentastellati è un New Deal politico talmente epocale ed innovativo da trascendere anche la specifica competizione elettorale romana della prossima Primavera.

6)     L’analisi del MR è che, fintanto che il M5S si ostinerà a proporsi, a Roma come altrove, in perfetta solitudine settaria- disdegnando qualsiasi alleanza con soggetti politici distinti da sé ma convergenti su potenziali progetti comuni-  i pentastellati continueranno a perdere (al di là delle buone performances conseguite), favorendo oggettivamente il governo locale, regionale e nazionale più o meno consociativo di altri partiti e movimenti, gli stessi rispetto ai quali il M5S si propone come alternativa.

7)     Ecco perché, invece, se alla fine il M5S accettasse di allearsi con altre forze politiche e sociali “sane, trasparenti e autenticamente democratico-progressiste”, a partire dalla corsa per il Campidoglio, ciò potrebbe costituire il viatico per uno “sfondamento” della traiettoria politica pentastellata anche presso quei milioni di cittadini che, sin qui, non hanno mai votato M5S proprio per il carattere eccessivamente settario e autoreferenziale della sua prospettiva teorica e pratica.

8)     In estrema sintesi, la proposta politica del Movimento Roosevelt al Movimento 5 Stelle è sempre stata la seguente: “Fatevi le vostre primarie via web. Selezionate il vostro candidato sindaco ‘di bandiera’ ma, una volta ultimato questo vostro percorso politico interno ed autoreferenziale, che il vostro candidato ‘parrocchiale’ (destinato immancabilmente a perdere, oppure a vincere- poco probabile, in realtà- senza poi sapere come governare una realtà complessa come Roma) accetti di fare l’eventuale vicesindaco o l’assessore, e sostenete la candidatura di NINO GALLONI SINDACO, dall’interno di una Coalizione delle migliori forze limpide, trasparenti e sostanzialmente democratiche della società capitolina.” E se una simile Coalizione dovesse vincere a Roma nel 2016 (noi riteniamo che, con un candidato come GALLONI e con la contaminazione della prospettiva ideologico-programmatica rooseveltiana con quella pentastellata, a Roma e in ogni luogo si stravincerebbe…), essa sarebbe anche in grado di trionfare alle elezioni parlamentari del 2018. Elezioni del 2018 che, se il M5S non cambierà rotta per tempo, rischiano di nullificare e congelare (come già accadde nel 2013) i milioni di voti di quei cittadini che ancora una volta sceglieranno con speranza di votare per il Movimento (meritoriamente) fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, ma alla fine si troveranno al governo ancora Matteo Renzi o qualcosa di peggio.

9)     Ergo, la vera partita per convincere il M5S a sostenere NINO GALLONI SINDACO DI ROMA CAPITALE comincerà dopo lo svolgimento delle primarie pentastellate e non prima…Per ora, con lo svolgimento delle primarie e la tendenza isolazionista del M5S, sembra prevalere la linea politica suggerita a Casaleggio e Grillo da Roberta Lombardi e altri…Una linea politica che, al di là delle intenzioni dei proponenti, si tradurrebbe nell’ennesimo suicidio politico dei pentastellati e in una cocente delusione per milioni di cittadini che confidano nel M5S quale “forza di reale alternativa di governo locale e nazionale” e non si accontenteranno ancora a lungo di dover votare un ceto politico che si condanni alla perenne opposizione e marginalità sostanziale, al di là del carattere benemerito di molte proposte gettate nell’agone politico e mediatico, ma destinate per sempre a rimanere lettera morta senza poter contare su maggioranze parlamentari nazionali, e consiliari a livello regionale e cittadino.

10)  Quindi, sarà proprio DOPO le primarie pentastellate (ancora da celebrare) che il Movimento Roosevelt intensificherà i suoi sforzi per convincere Grillo, Casaleggio e gli altri vertici apicali del M5S (la maggioranza dei dirigenti politici romani pentastellati è a favore di una candidatura vincente e convincente come quella di NINO GALLONI e di una prospettiva di “Coalizione democratico-progressista” che allei il M5S al MR e ad altre forze civiche) della necessità storica di cambiare alcuni aspetti del metodo politico isolazionista sin qui seguito, a partire dal 2013…



TO BE CONTINUED CON ALTRO COMUNICATO….




UFFICIO DI PRESIDENZA DEL MOVIMENTO ROOSEVELT (www.movimentoroosevelt.com)




(Articolo del 17 febbraio 2016)