News dal Dipartimento Beni Culturali

Gioele Magaldi a proposito di relativismo assoluto e relativismo relativo

Scrive Gioele Magaldi: «Secondo me i Diritti Universali sono Diritti Universali, a prescindere. Devono essere validi ovunque e sempre, in omaggio alla dignità umana in quanto tale.

Secondo altri, tali diritti (con la “d” minuscola) possono variare... da cultura a cultura e da popolo a popolo... Eh no, non condivido affatto. Perciò io dico SI al multiculturalismo tollerante, sincretistico e inclusivo nel nome di precisi landmarks laici, democratici e liberali. SI al rispetto dell'inviolabilità personale, della libertà, dell'uguaglianza, del diritto alla dignità e alla felicità per ogni essere umano (a prescindere dal sesso, dall'orientamento sessuale, dalla religione, dalle propensioni filosofiche e culturali e dai comportamenti sociali, eccetera).

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PRESENTAZIONE DEL LIBRO AMARE ISRAELE

Amare Israele
SABATO 28 NOVEMBRE 2015 ORE 17.40
PRESSO ASSOCIAZIONE BELLITALIA
VIA AURELIA 477 [Piazza Irnerio] ROMA (mappa)
Ingresso Libero

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Manifesto Commissione Cultura

Manifesto Commissione Cultura
La Commissione Cultura, Arte e Spettacolo del Movimento Roosevelt si propone di sottoporre all’attenzione dei soci un Manifesto, aperto alla discussione con chiunque, anzi, negli intenti, propositivo e stimolante in tal senso, anche nella opportunità, tramite un confronto il più esteso possibile, che si possano cogliere suggestioni programmatiche, ulteriori a quelle che col tempo la Commissione andrà elaborando, eventualmente via via da integrare tra le maglie di detto Manifesto generale, che segue:

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Pasolini. Poetica e umanità, dubbio e ideale

Pasolini Decameron
Anche la Redazione Cultura del Movimento Roosevelt, in accordo tra chi scrive ed il suo caporedattore, Sergio Magaldi, intende rendere omaggio, sia pur tanto brevemente, a Pier Paolo Pasolini? Ebbene sì, non ci interessa se ciò possa apparire conformista: atteggiamento contro cui Pasolini combatté senza cedimenti

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Riproposizione dettagliata della riscrittura semplificata del lavoro impressionante svolto da Sergio Magaldi a proposito della consapevolezza dei diritti umani

fino ad arrivare all'ONU, alla Dichiarazione Universale e ad alcuni fondamentali del Movimento Roosevelt su scala sovranazionale


Scrive Sergio Magaldi: «Chi fa parte del Movimento Roosevelt - al di là di una legittima pluralità di idee e di propositi anche diversi, ma auspicabilmente convergenti - non può ignorare la fonte dei diritti umani, il momento storico della loro formulazione e successiva elaborazione, nonché il progressivo riferimento che trovarono nella carta costituzionale di molti paesi, anche a prescindere dalla loro effettiva realizzazione nell’ambito della società civile».

Partiamo da questa introduzione del primo dei due pezzi de “La consapevolezza dei diritti umani” cercando di fare, nel limite del possibile, una riscrittura semplificata del lavoro “impressionante” svolto da Sergio Magaldi.

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Riscrittura semplificata del lavoro impressionante svolto da Sergio Magaldi a proposito della consapevolezza dei diritti umani fino ad arrivare all'ONU, alla Dichiarazione Universale e ad alcuni fondamentali del Movimento Roosevelt su scala sovranazionale

Scrive Sergio Magaldi: «Chi fa parte del Movimento Roosevelt - al di là di una legittima pluralità di idee e di propositi anche diversi, ma auspicabilmente convergenti - non può ignorare la fonte dei diritti umani, il momento storico della loro formulazione e successiva elaborazione, nonché il progressivo riferimento che trovarono nella carta costituzionale di molti paesi, anche a prescindere dalla loro effettiva realizzazione nell’ambito della società civile».

Partiamo da questa introduzione del primo dei due pezzi de “La consapevolezza dei diritti umani” (in attesa di un probabile terzo pezzo) cercando di fare, nel limite del possibile, una riscrittura semplificata del lavoro “impressionante” svolto da Sergio Magaldi.

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Alla ricerca del Proiettile d'Argento

Vorrei condividere qualche mio pensiero sull'evoluzione che auspico per il Movimento, analizzando di volta in volta alcuni temi che reputo particolarmente significativi. Ritengo però utile, prima di cominciare con questi interventi, fare un ragionamento su un fenomeno che, non certo nuovo, sta interessando la comunicazione e, da ultimo, anche l'offerta politica e quella di teorie (o meglio pseudo-teorie) economiche e sociali: "la sindrome del proiettile d'argento". Per farlo, però, devo partire un po' più da lontano.

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Dal Festival del Cinema di Venezia…

Dal Festival del Cinema di Venezia
Raccontava, senza spiegare, Carmelo Bene, di “essere parlato”, di essere attraversato da voci. È ciò che succede ad ogni artista, il quale sceglie non solo, o non tanto, razionalmente, un soggetto, né tantomeno il suo trattamento, bensì è nella condizione di farsi condurre dalle pulsioni che ha colto per così dire in interiore homine, ovverosia nelle profondità di un’umanità colta collettivamente come principio di un mondo: ed è l’attimo, trasposto in durata, l’Ereignis, in cui l’opera d’arte si dà, a suggerire uno svelamento di quel che velatamente, come umanità, stiamo edificando.

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I PELLEGRINI DELL’UMANESIMO

I pellegrini dell umanesimo 0bec9
L'uomo occidentale transita per un labirinto, senza uscita, senza inizio, e, forse, come in L'anno Scorso a Marienbad di Resnais, “senza che il rumore dei passi giunga alle sue orecchie”: sovente, infatti, non ha neppure contezza di andare. Come vi sia finito non sa. Mentre, in questo vagare, si fa opprimente in lui la sensazione di essere precipitato nel più inesorabile dei sistemi, ove non si scorge una traccia d'un disegno generale, e la “commissariata” conduzione della polis si limita alla banalità di qualche polemica, di qualche questione amministrativa, mentre i grandi processi che coinvolgono la sua vita sono in mano a misteriosi e imperscrutabili meccanismi tecnocratici; e frattanto, la presente viene esibita come l'età dell'individualismo più egoista ed edonista, quell'individualismo neoliberista sul perdurare del cui paradigma, pur avendo esaurito ogni illusione che potesse aver prodotto, il nostro Movimento si pone con atteggiamento ben poco velatamente critico.

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A PROPOSITO DI COMUNICAZIONE (di Pietro Nardi)

Comunicazione
Qualche giorno fa ho letto su IL FATTO QUOTIDIANO un articolo sulle strategie (?) comunicative di Renzi. Non sono Umberto Eco, quindi non è la modestia che mi fa definire piccolo l’eventuale contributo, ma la consapevolezza dei miei limiti.

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